Le tracce della Costa Concordia resteranno a lungo, non solo nelle acque del Giglio e nella memoria collettiva, ma anche nella cultura di questi anni. Set per la rappresentazione del naufragio dell’umanità per Jean-Luc Godard, la nave, prima di piegarsi nel suo tragico inchino finale, è stata anche fonte di ispirazione di due canzoni per Patti Smith, di cui Jean-Luc Godard aveva inserito un cameo nel suo Film Socialisme girato a bordo della nave.
La sua presenza stride con gli altri personaggi, anonimi o definiti per tipologie: Patti Smith che si aggira nei corridoi della nave cantando le sue poesie fra i passeggeri che non la riconoscono, diventa l’ennesimo simbolo nel racconto, quello della decadenza di un’epoca che aveva nella cultura e nella spiritualità i suoi punti di forza.
La cantautrice statunitense, definita “Madre coraggio del rock” dalla rivista New York Review of Books, è molto di più di una pioniera della scena punk-rock: è un’artista alla ricerca dell’immortalità, una scrittrice impregnata della cultura occidentale, una poetessa ispirata da Baudelaire e Rimbaud, una fotografa affascinata da Michelangelo.
Patti Smith è l’icona di un tempo che oggi appare mitico, quello della New York della fine degli anni 60, culla di un fermento culturale ed artistico dove esplodevano linguaggi rivoluzionari che hanno aperto la strada a nuovi modi di pensare l’arte e la società.
I suoi occhi intensi e tormentati hanno amato la potenza conturbante degli scatti di Robert Mapplethorpe e odiato la crudele Factory di Andy Warhol, la sua musica le ha fatto conoscere Jimi Hendrix e Bob Dylan, la sua voce bassa e profonda ha conversato con Fernanda Pivano e William Burroughs.
Tutto questo, unito al profondo dolore che ha attraversato la sua vita, con la perdita prematura di amici e familiari, ne fanno un personaggio perfetto nella scenografia di Godard.
Alla vigilia della sua partecipazione al Festival di Sanremo, Patti Smith parla, in una lunga intervista ad Alessandra Farkas, sul Corriere della sera, del suo album “molto italiano” in uscita a primavera, della sua vita e della sua carriera e dei personaggi che l’hanno segnata. Tra i rimpianti di Patti quello di non aver vissuto un’esperienza di attrice. Tranne quel rapido e fuggitivo passaggio simbolico nel film di Godard, di cui ora restano tracce in una canzone.





